venerdì 5 giugno 2015

Nettuno: acque inquinate

Un problema decennale che nessuno però ha voluto mai prendere di petto. Stiamo parlando dell’inquinamento delle acque di balneazione prodotto dal fosso Loricina, un canale che va a morire sulla spiaggia proprio nel centro di Nettuno. Nell’antichità era un fiume con una portata maggiore, e oggi raccoglie le acque di vari fossi e sorgenti dell’entroterra e attraversa gran parte della cittadina di Nettuno. Nonostante le sue acque inquinate determinino il divieto di balneazione per 300 metri dalla foce (come certifica ogni anno l’Arpa, Agenzia Regionale per le Protezione Ambientale) in una delle spiagge più significative delle cittadina balneare, nessuno negli ultimi anni si è preoccupato di mettere in campo azioni concrete atte a eliminare il problema.
Da una verifica fatta sugli scarichi e sulle acque che sfociano sulla spiaggia antistante la foce, queste risulterebbero gravemente inquinate e non idonee, rispetto alla normativa igienico sanitaria. 
Perchè se si parla di presenza di coliformi, vuol dire che c’è chi scarica la fognatura direttamente nel fosso o in uno dei suoi affluenti. Fosso che periodicamente diventa blu, viola, grigio per altri scarichi abusivi di tipo chimico. Nel tempo si è pensato anche ad un depuratore alla foce, ma sembra un progetto di difficile efficacia perchè l’impianto andrebbe in tilt sopratutto nella stagione invernale quando in occasione dei nubifragi la portata del fosso si decuplica. Ora di soluzioni tecnologicamente avanzate credo esistano diverse. Non penso che sia un problema solo di Nettuno quello di uno fosso inquinato che sfocia al mare. Di questi temi si dovrebbe occupare, per il bene delle città, un’amministrazione comunale. Città turistica, ma che non fa niente per essere definita tale.

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