Il caso irlandese mette in evidenza elementi portanti in mancanza dei quali la Garanzia Giovani in Italia sembra vacillare. Un esempio da seguire?
Lanciato nel gennaio 2014, il piano per l'implementazione della Garanzia Giovani irlandese è il risultato di una dettagliata analisi della situazione occupazionale dei giovani Neet (il 18% della fascia di età 15-24 al lancio del programma), e di una ricalibratura di istituti già esistenti sul target degli under-25 [1]. Il governo irlandese ha fatto tesoro sia della consulenza dell'OCSE, che ha indicato alcune possibili vie per sviluppare il programma in due fasi, che dell'esperienza di Ballymun, area a forte disagio occupazionale a nord di Dublino scelta nel 2013 come sede di uno dei 18 progetti pilota per la Garanzia Giovani. Nel 2014 il governo irlandese ha impegnato circa 528 milioni di euro per la Youth Guarantee, comprensivi di circa 70 milioni cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e altrettanto dai fondi YEI.
Il piano irlandese è indirizzato a due categorie di giovani considerati “a rischio”. La prima è quella dei giovanissimi under-18 che abbandonano precocemente l'istruzione, ai quali, tramite il già esistente programma Youthreach, viene offerta un'opportunità di partecipare in corsi di formazione al di fuori dell'istruzione convenzionale o di reinserimento scolastico. Il tasso di abbandono scolastico in Irlanda è comunque relativamente ridotto (9,7%), e sotto la media europea (12,8%).
La seconda categoria costituisce dunque il target critico della Youth Guarantee irlandese. Si tratta deigiovani fra i 18 e i 24 anni, disoccupati da almeno quattro mesi e registrati presso i centri per l'impiego (che sono i responsabili per l'erogazione di vari schemi di sostegno al reddito, tra cui laJobseeker's allowance [2]). Questo bacino di destinatari è a sua volta diviso in due sotto-categorie sulla base della distanza dal mercato del lavoro. Il corrispettivo delle nostre “fasce di profilazione” nel caso irlandese è assegnato tramite un indicatore quantitativo calcolato grazie ai dati sulle caratteristiche dei disoccupati registrati ai centri per l'impiego: il cosiddetto PEX score, la probabilità di uscita dalla disoccupazione entro un anno. Per la fascia d'età 18-24, la Youth Guarantee irlandese prevede quindiun'implementazione progressiva: nel 2014 la prima fase si è focalizzata sulla sotto-categoria dei più distanti dal mercato del lavoro (i disoccupati con un PEX score basso), con l'obiettivo di proporre loro un'offerta di lavoro o formazione entro quattro mesi dal colloquio individuale. Nel 2015 si includeranno anche le persone che, nonostante un PEX score medio-alto, sono ancora disoccupate dopo 9 mesi di permanenza nei registri dei centri per l'impiego (quindi sforando di fatto il limite dei 4 mesi per l'offerta di lavoro o formazione suggerito dall'UE).
Una considerazione si rende necessaria rispetto al target di destinatari della Youth Guarantee irlandese. Eccezion fatta per i drop-out scolastici, il governo irlandese ha implicitamente scelto di indirizzare il programma ai (giovani) beneficiari della Jobseeker's allowance. L'iscrizione ai centri per l'impiego in Irlanda è infatti propedeutica all'erogazione del sussidio, per il mantenimento del quale è necessario partecipare a colloqui mensili (o bimestrali per i beneficiari con PEX score medio-alto) e, soprattutto, accettare offerte di lavoro considerate adeguate. Come si spiega nella prossima sezione, le iniziative di cui si compone la Youth Guarantee irlandese non sono altro che i programmi di attivazione al lavoro che accompagnano la Jobseeker's allowance.
Trova il tuo YouthCorner www.youthcorner.it
Nessun commento:
Posta un commento